martedì 19 marzo 2013

Giorni di uggiosi pensieri felici

Perché ti ritrovi in metropolitana, sul treno, in ufficio, in camera tua... e ti accorgi che ti stai trascinando, che vivi tutti quei momenti per abitudine meccanica e nulla più. Non c'è spinta propulsiva, non ci sono nuovi stimoli... poi ti guardi indietro, anche solo di due giorni, e vedi che si è da poco concluso un ottimo weekend che è l'esatto opposto di quelle sensazioni oppressive di routine invincibile. L'ambito fieristico, i fumetti, la compagnia degli amici nerd, follie su follie che sono un toccasana.
Poi guardi in avanti, e vedi il prossimo sabato, carico di aspettative e di entusiasmo, l'immagine di un pomeriggio a cui tieni particolarmente unito ad una sensazione che non trovavi più da tempo, e che a volte avevi la sensazione che non fosse mai esistita, anche se era così forte ai tempi, così incisiva.
Ora non ha ancora avuto modo di raggiungere quelle vette, è normale, ma inizia già a montare quella magia, quell'intensa voglia di vivere e far vivere bene, quella volontà di cambiare le regole del gioco per renderlo migliore. E allora vivi quella sensazione assolutamente lacerante in cui trovi la consolazione ai giorni omologati grazie al pensiero di quella meta, e al contempo l'amarezza del doverti ritrovare a sfangare un altro giorno di vita morta in cui vorresti solo che si annichilisse tutto e che rimanesse solo quello che ritieni significativo.
Sabato.

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